L'antico mulino, incastonato in un'ansa particolarmente stretta sulle rive dell'Arno, e il suo ponte

L’antico mulino, incastonato in un’ansa particolarmente stretta sulle rive dell’Arno, e il suo ponte

Bruscheto: il Mulino ed il Ponte di Annibale

A bordo di uno dei tanti treni che attraversano il Valdarno, nei pressi di Incisa, si può scorgere per qualche istante un luogo inusuale, in contrasto con il circostante paesaggio insediativo e industriale. Ad est dei binari dominano sulla sponda dell’Arno i ruderi dell’antico mulino di Bruscheto, uno dei numerosi opifici di origine medievale che erano sorti nell’area proprio per sfruttare la vigorosa corrente del fiume. La struttura, che chiaramente testimonia dei rifacimenti moderni, è stata abitata dall’ultimo mugnaio fino agli anni Settanta del ‘900, un ricordo ancora vivido nella memoria di alcuni dei residenti della frazione di Bruscheto.

L’abbandono del mulino fu causato, come per tanti altri contesti, da una perdita di funzionalità, in questo caso a seguito dei danni provocati dalle abbondanti e travolgenti acque che scorrevano in quel famoso 1966 dell’alluvione di Firenze. Oggi ci appare così, diruto e pericolante, con le finestre che lasciano intravedere il bosco alle spalle e la vegetazione selvatica che ne colora la facciata. Di fronte ad esso, quasi come un suo prolungamento, appare il ponte che permetteva di attraversare l’Arno e quindi di passare dal territorio dell’attuale comune di Incisa a quello di Reggello.

L’origine della struttura, attestata al periodo medievale, viene fatta risalire da una leggenda all’epoca dei Romani, quando il celebre generale cartaginese Annibale attraversò il ponte per muovere le sue battaglie verso Roma. Sta di fatto che, insieme al ben più noto Ponte Vecchio a Firenze, esso costituisce per l’area fiorentina l’unico ponte medievale pervenuto sino ai nostri giorni. Tuttavia, come è stato per il mulino anche il ponte, per centinaia di anni rimasto integro, è stato gravemente danneggiato dall’impeto della piena del 1966.

Tutt’oggi il ponte rimane inagibile e nei periodi di piena affiora appena sulla superficie dell’acqua, una caratteristica costruttiva che gli ha permesso di resistere sino ai giorni nostri. Il mulino, piuttosto pericolante, è visitabile dall’esterno ed accessibile dalla località Bruscheto attraverso un sentiero tra gli alberi che costeggia la riva del fiume. Posto dirimpetto ai binari dell’alta velocità, appare oggi come un luogo perduto e fuori dal tempo particolarmente evocativo, forse proprio per la sua condizione di precarietà.

Per la sua importanza in quanto bene storico e culturale, ne segnaliamo la possibilità di votarlo tra i “Luoghi del Cuore” del FAI, soprattutto in una prospettiva futura di tutela e valorizzazione.

By | 2019-06-16T16:46:01+00:00 dicembre 30th, 2018|Scoperta e memoria|